Masseria Castiglione
La facciata di Masseria Castiglione con le torrette circolari, in una fotografia d'epoca

La memoria resa visibile.

Sul Tratturo Castiglione, a cinque chilometri da Foggia, una masseria fortificata del Settecento, costruita su un sito del Trecento, torna a raccontarsi dopo il restauro.

Foggia · CapitanataFinanziato dall'Unione europea – NextGenerationEU
01Il luogo

Il nome della masseria è il nome della sua strada.


Tracciato per la prima volta a metà del Trecento, il Tratturo Castiglione partiva dal Piano delle Fosse di Foggia e attraversava l'agro verso gli antichi siti di Arpi, nucleo da cui ha origine il capoluogo della Daunia, e di Siponto, l'attuale Manfredonia, dalla cui marineria arrivava il pescato destinato alla corte di Federico II.

Era parte del reticolo dei tratturi della transumanza tra Abruzzo e Puglia, lungo cui viaggiavano produzioni e merci tra i centri della Daunia e le campagne.

Oggi il tratturo è incluso nel Piano Comunale dei Tratturi ed è collegato al Regio Tratturo L'Aquila–Foggia, il più lungo e importante dei cinque regi tratturi.

Schema indicativo, non in scala.

Foggia

Centro storico, Bosco e Santuario dell'Incoronata, Borgo Segezia

Manfredonia

Abbazie di Siponto, Oasi Laguna del Re e Lago Salso, Riviera Sud

Lucera

Castello federiciano, Anfiteatro romano, centro storico

Troia

La Cattedrale e il centro storico

02La storia

Dal Trecento a oggi, una sola traccia.

  1. 1334

    Un'antica planimetria documenta il Tratturo Castiglione. Il fondo è parte del tenimento del duca Bartolomeo Castaldo.

  2. XVIII sec.

    Sul sito trecentesco i Principi di Leporano edificano la costruzione originaria. In facciata, lo stemma riconducibile alla famiglia Muscettola.

  3. 1750–60

    La trasformazione fondiaria dal pascolo al seminativo. L'edificio diventa residenza stabile dei padroni.

  4. Novecento

    La masseria è centro di vita e lavoro agricolo: il grano, il bestiame, i cavalli, la trebbiatura sull'aia.

  5. Oggi

    Bene vincolato dalla Soprintendenza, restaurato con i fondi del PNRR. Nasce la nuova identità visiva.

Una masseria nella pianura del Tavoliere, fotografia d'archivio
Il paesaggio del Tavoliere. Archivio fotografico, metà Novecento.
«Dagli Aragonesi ai Borboni, la Capitanata fece di Foggia la seconda capitale del Mezzogiorno.»

Secondo gli storici locali, Masseria Castiglione è un pregiato esempio di architettura rurale e parte di quel patrimonio: testimonianza dell'evoluzione dell'economia agraria nel Nord della Puglia.

03L'architettura

Un piccolo fortino nel Tavoliere.


Come era uso nel Tavoliere, la masseria nasce fortificata. È uno dei rarissimi esempi di masseria con fortificazione dell'area, collocata su un tratturo censito, ed è sottoposta a vincolo dalla Soprintendenza.

Facciata principale: due torrette circolari ai lati, portone ad arco al centro, due livelli di finestre
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La facciata principale in una fotografia d'epoca.
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Le torrette circolari

Torrette di avvistamento ai lati del corpo principale: a Castiglione hanno forma circolare.

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Il grande portone

L'ingresso ad arco, un tempo sbarrato, conduce all'androne, alle stalle e alla "cafoneria", dove dormivano braccianti, garzoni e stallieri.

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Due piani, due vite

Al primo piano l'abitazione del signore; al piano terra quella del massaro, con accesso diretto dall'esterno.

Nelle adiacenze si leggono ancora le tracce dell'originario muro di cinta e i fabbricati minori, in parte trasformati nel tempo in depositi per macchine agricole e attrezzi.

Fabbricato rurale con grandi porte di legno
Fabbricati rurali imbiancati a calce
Fabbricati e campi coltivati
04La vita

Il grano, il lavoro, le persone.

Con il passaggio dal pascolo al seminativo, la masseria diventa un centro produttivo. Le fotografie d'archivio raccontano il Novecento delle campagne del Tavoliere: sono il patrimonio immateriale che il restauro porta con sé.

Braccianti in posa davanti alla trebbiatrice
La trebbiatura sull'aia
Un uomo con un bovino al pascolo
Carro carico di fieno trainato da cavalli
Un uomo con un cavallo alla cavezza
La trebbiatrice nel campo
Cavalli al pascolo
Due uomini su un calesse trainato da un cavallo
Uomini con i bovini al pascolo
Archivio fotografico, metà Novecento
05Il restauro

Il tempo aveva lasciato il segno.


Lo stato di conservazione non metteva a rischio la stabilità dell'edificio. Ma le infiltrazioni di acqua piovana e l'umidità, la copertura e gli infissi ammalorati, la nidificazione dei piccioni stavano avviando un lento processo di degrado.

Il progetto di risanamento conservativo e recupero funzionale è intervenuto su questi punti critici, nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche della masseria.

TutelaFermare il degrado e conservare la materia storica.
RispettoForme, materiali e proporzioni fedeli all'esistente.
EfficienzaMeno dispersioni, materiali e tecnologie ecocompatibili.
AccessibilitàUn sito più leggibile e protetto, restituito al territorio.
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    La copertura

    Rimozione di tegole e travi ammalorate, nuovo cordolo e tetto ventilato, ricostruito in modo similare all'esistente.

  2. 02

    Gli infissi

    Nuovi serramenti esterni con finitura effetto legno, progettati per contenere la dispersione energetica.

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    Il portone

    Il portone d'ingresso in legno sostituito da un nuovo portone in legno, simile all'originale.

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    Il perimetro

    Una nuova recinzione perimetrale in acciaio zincato delimita e protegge l'area.

  5. 05

    Gli spazi esterni

    Terreno livellato, nuovo prato e illuminazione a LED alimentata da celle fotovoltaiche.

Destinazione

La proprietà non prevede oggi alcun utilizzo commerciale della struttura: il recupero nasce come atto di tutela e di cura verso un bene della comunità.

Finanziato dall'Unione europea NextGenerationEU, Ministero della Cultura
Progetto realizzato ai sensi del PNRR
M1C3 · Investimento 2.2 "Architettura rurale" · CUP B74H24000370004
06L'identità

Un segno contemporaneo nato da una traccia della storia.


Il marchio non rappresenta genericamente la storia della masseria: nasce materialmente da una sua traccia. Lo stemma lapideo della facciata, riconducibile alla famiglia Muscettola, diventa il segno della sua nuova vita.

Il simbolo di Masseria Castiglione
Lo stemma scolpito sulla facciata
Manufatto

Tre bande diagonali, due uccelli affrontati, una stella a sei raggi.

Il simbolo ridisegnato
Sintesi

Forme essenziali, monocromia, irregolarità significative.

Il marchio completo Masseria Castiglione
Marchio

Il simbolo accanto al logotipo, per tutte le applicazioni.

L'arma della famiglia Muscettola in un intarsio di marmi policromi
La frattura

Non ricostruire ciò che il tempo ha cancellato.


Una porzione dello stemma è andata perduta. La lacuna non viene restaurata graficamente, ma conservata come segno: il marchio ne mantiene la forma, le irregolarità e la parte mancante, testimonianza del tempo trascorso e della storia materiale dell'edificio.

«La lacuna non viene restaurata: diventa impronta digitale.»

Arma Muscettola: fonte nobili-napoletani.it.

Il sistema

I colori della pietra e della terra.

Masseria Castiglione, versione oro
Oro#CA9E67
Pietra#2A2723
Cuoio#715339
Ombra#70675B
Grigio pietra#616161
Sabbia#CDC2B0
Calce#F4F1EA
Marchio Castiglione Società Agricola

Castiglione Società Agricola

Lo stesso segno si declina nel marchio della società agricola che nella masseria ha la propria sede: lo scudo con le bande, l'uccello e la stella, sotto un logotipo maiuscolo. Due marchi, una sola radice.

La memoria non viene ricostruita.
Viene resa visibile.